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"ACCOMPAGNAMENTO DEL MORENTE"
(SECONDA EDIZIONE)

Teoria ed esperienza della relazione di aiuto “con” chi se ne sta andando

Riprendere il discorso da dove ci siamo fermati

Nell’epoca attuale la morte costituisce il tabù dei tabù.
Viviamo nell’illusione di una vita allungabile fino all’infinito, e molta parte della cultura in cui cresciamo è improntata al culto della vita a tutti i costi, della vita che può esistere facendo a meno della morte, e ci convinciamo sempre più di poter “congelare” i naturali e necessari processi degenerativi e rigenerativi del corpo e della natura. La morte è diventato un argomento di cui non si vuol sentire parlare, come se fosse dannoso e prettamente inutile anche il solo menzionarla. Così quando essa si presenta, d’improvviso o meno nella nostra vita, ci coglie sempre più impreparati e ci traumatizza più del necessario, in modo talvolta irreversibile.
Parlare del morire vuol dire parlare del vivere, significa riprendere un discorso con il ciclo della vita, un dialogo che la nostra cultura ha interrotto probabilmente qualche decennio fa, con l’eccessiva medicalizzazione della morte, con la scomparsa di una serie di riti di accompagnamento del morenti e del morto, con la scomparsa della possibilità di esprimere e segnalare il lutto, con l’evoluzione scientifica che fra i vari benefici ci ha illusi di un’eterna ma inesistente giovinezza.
Riprendere questo discorso significa farsi carico della propria personale vita, esistenza, e di tutte le sue possibilità di mutamento. Significa chiedersi che effetto mi fa la naturale ciclicità delle esistenze e come questa peculiarità della vita può essermi d’aiuto, di sostegno, come può diventare una risorsa per la mia quotidianità, oltre che fonte di paure e di fughe dalla realtà.
Significa rendersi conto che non sempre la vita ci da la possibilità di accompagnare chi se ne sta andando, e nelle occasioni in cui questo è possibile siamo comunque esposti ad enormi incertezze, dolore, emozioni contrastanti e senso di impotenza. Perché siamo incapaci? No, perché la morte è la morte, punto e basta, e come tale mette chiunque di fronte ai propri confini di essere umano ed, eventualmente, di professionista.

Accompagnare
L’accompagnamento del morente è un compito molto difficile da attuare. Si tratta di un processo, che può durare 5 minuti o un’intera vita, che coinvolge almeno due individui: chi si sta avvicinando alla propria morte e chi, per caso o per scelta, si trova a fornire la propria assistenza a questa persona. Quest’ultima può essere un parente, un amico, o una persona che per professione si trova a svolgere questo compito.
Per accompagnare la vita di qualcuno è necessario imparare ad accompagnare sé stessi, a farsi accompagnare, a chiedersi, di tanto in tanto, se e come ci piacerebbe essere accompagnati.
Solo allora sarà possibile adoperarsi in modo efficace quanto delicato, rispettoso, verso il morente, verso colui o colei la cui dignità deve essere al primo posto di ogni nostro gesto.
Questo percorso nasce dunque dall’esigenza diffusa di riprendere in mano un discorso culturale e personale interrotto o forse mai affrontato circa quello che la vita significa per noi, ma che riguardi soprattutto quello che vorremmo farci, momento per momento.
Il corso intende, attraverso questo passaggio, porre l’attenzione al morente, a chi, oggi più che mai, si trova da solo di fronte ad un cammino, breve  o lungo che sia, comunque pieno di difficoltà. Chi se ne sta andando non necessita di qualcuno che gli dica dove andare, ma solo di una compagnia per la strada che dovrà fare, che possa aiutarlo a rimanere su quella strada come vuole, come desidera, nella più totale dignità e rispetto delle personali esigenze. Il percorso si rivolge pertanto a tutti coloro che non vogliono rimanere indifferenti alla propria vita né alla vita delle persone care, né alla vita delle persone che, eventualmente, per motivi professionali, capita di seguire.
E’ inevitabile e doveroso, come professionista dell’aiuto (in particolare medico, psicologo, infermiere ma anche educatori, volontari ecc.) confrontarsi con le personali paure, reticenze, senso di impotenza e domande, per potersi anche solo lontanamente muovere nel difficile momento della dipartita di un paziente, il momento, per lui, più importante di tutta la sua esistenza. Senza questo passaggio non ci si può immaginare di essere di sostegno ai cari, a chi resta, a chi assiste, e di saper gestire la situazione in modo delicato quanto professionale.
La morte è come è, e quello che possiamo fare è solo cercare, per noi, una posizione, la più comoda possibile, accanto a chi se ne sta andando, e cercare di rendere omaggio, rispetto e considerazione, alla partenza, verso non si sa dove, di qualcuno. La morte ha il grande pregio/difetto di mostrarci come in uno specchio, i nostri confini umani e professionali, ma di ritorno è un’esperienza talmente forte e ricca che ci permette di imparare cose che in nessun altro contesto ci è dato apprendere. Ecco perché accompagnare il morente, oltre ad essere necessario e doveroso, può essere anche nutriente ed estremamente vivificante per chi lo fa.

Finalità

Il corso intende aiutare i partecipanti a divenire consapevoli degli infiniti momenti di passaggio della vita quotidiana, in cui prendiamo e lasciamo qualcosa o qualcuno. Attraverso questo delicato cammino sul limite, fra i limiti, proponiamo di aiutare ognuno a prendere maggiore confidenza con la morte ed il morire, non già per “essere pronti” di fronte a questo evento che, comunque, ci troverà sempre un po’ impreparati, ma per non essere soli e per non lasciare soli coloro i quali vedono la propria vita giungere verso la fine.
Un percorso di avvicinamento, dunque, alla parte più intima del personale senso della vita, per essere accompagnatori più accorti, consapevoli e sensibili di sé stessi e di chiunque ci capita di affiancare in questo difficile cammino.

Obiettivi didattici

Al termine del percorso i partecipanti saranno in grado di:

  • riconoscere in modo più consapevole i confini del personale rapporto con la vita e con la morte, individuandone ed accettandone paure, curiosità, timori, difficoltà, ma anche possibili gioie e risorse. Questo implica anche la possibilità di saper accompagnare ogni volta in modo diverso, a seconda di come ci sentiamo e di quel che sentiamo per una data persona. Tanto più se si è professionisti della relazione d’aiuto, come infermieri, psicologi, assistenti sociali o medici, è importante, oltre all’applicazione dei protocolli e delle tecniche scientifiche, sapersi muovere in base alle personali esigenze ed ai confini dell’essere umano che si ha di fronte.
  • gestire in modo più efficace e puntuale l’accompagnamento di un eventuale persona cara, paziente o utente che dovesse trovarsi a percorrere l’ultimo tratto della propria vita. In particolar modo il partecipante sarà in grado di:
    1. favorire l’espressione dei vissuti del morente, dei suoi desideri e delle ultime volontà, favorendone la messa in opera
    2. garantire il più possibile, fino all’ultimo respiro, ed anche nei momenti successivi, il rispetto della dignità della persona che se ne sta andando e della salma che rimarrà.
    3. pianificare alcune azioni efficaci che possano aiutare il morente e le altre persone ad egli care a stabilire un contatto che consenta ad entrambi di esprimere i reciproci vissuti e di concludere i “discorsi lasciati in sospeso”. Chi accompagna deve, in conclusione, aiutare il morente e chi gli sta intorno a dirsi addio. Il saluto, la conclusione di tutto il concludibile, è qualcosa che deve essere facilitato il più possibile, per garantire una partenza più serena a chi se ne va e una permanenza meno complicata possibile a chi resta.
    4. aiutare chi resta a iniziare un sano processo di elaborazione del lutto, attraverso una graduale espressione dei propri vissuti ed una lenta ma sempre più intenzionale ricerca degli aspetti nutrienti dell’esperienza in corso.

Articolazione del percorso

Il percorso si articola in 4 moduli, ciascuno dei quali affronta una tematica specifica.
La durata complessiva del corso è di 20 ore.

Modulo I : L’accompagnamento del morente: tappa fondamentale di un lungo percorso

Durata

5 ore

Contenuti

Inizio del percorso: la “nascita” del gruppo
La morte ed il morire, l’accompagnamento, il trapasso, il lutto: aspetti teorici e pratici.

Metodologia

Si alterneranno momenti di approfondimento teorico a esperienze guidate che ogni partecipante potrà svolgere individualmente o con il gruppo. La condivisione dei vissuti o delle riflessioni teoriche avviene sempre in cerchio, figura/struttura perno dell’intero percorso

Modulo II : Chi accompagna chi?

Durata

5 ore

Contenuti

Le morte mi fa paura
Chi ed in che modo sto accompagnando? Come vorrei accompagnare?
In che modo e da chi mi lascio accompagnare? Come vorrei farmi accompagnare?.

Metodologia

Serie di esperienze guidate individuali e a piccoli gruppi; condivisione in cerchio.

Modulo III : Se fossi lì, accanto a te

Durata

5 ore

Contenuti

Lasciar fiorire la personale ed innata capacità di accompagnare

Modulo IV: Il cieco guida un altro cieco

Durata

5 ore

Contenuti

  • la ruota della vita
  • il cieco che guida
  • La “morte” del gruppo

Metodologia

Il seminario, ispirato  dalle tecniche della Gestalt Therapy ad orientamento fenomenologico-esistenziale, prevede l’alternanza fra momenti di approfondimento teorico ed esperienze guidate, nelle quali sarà possibile affrontare ed elaborare diversi casi concreti. Il percorso prevede la condivisione di gruppo, esercizi individuali, osservazione del silenzio, drammatizzazioni teatrali ed elaborazione dei vissuti attraverso tecniche di gioco e forme di espressività creativa.
Cercheremo di favorire lo sviluppo di uno stile personale di accompagnamento concretamente fondato sull’esperienza che il soggetto già possiede. Ognuno di noi quotidianamente accompagna sé stesso e gli altri in molte piccole o grandi situazioni. Da quanto avviene in queste occasioni si può apprendere una serie di strumenti utili per fare, dell’accompagnamento, un’esperienza a suo modo vivificante ed efficace. Ecco perché ogni momento del percorso ed il fatto stesso di far parte di un gruppo che nasce, per l’occasione, e poi finisce, saranno parte integrante di esperienze guidate e forniranno spunti di riflessione.

Destinatari

Il percorso è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore la possibilità di accompagnare sé stessi ed eventuali altre persone nell’ultima fase della propria esistenza, partendo dal presupposto che non sempre è dato sapere quando ha inizio questa, appunto, ultima fase.
In particolar modo ci rivolgiamo a quei professionisti che si trovano più frequentemente a contatto con situazioni di possibile accompagnamento, come infermieri, medici, psicologi, assistenti sociali, counsellor, OSA, OTA, OSS, volontari ed altri ancora. Il seminario è altresì rivolto a tutti coloro che necessitano di un momento di approfondimento sul tema ed un luogo protetto dove poterlo affrontare, all’interno del quale sia semplicemente possibile parlare della morte, delle difficoltà di fronte alle quali essa ci spinge, e di come poter accompagnare in modo sufficientemente consapevole qualcuno di nostra conoscenza.

Quota di iscrizione

La quota di iscrizione al corso è di Euro 150,00 + IVA. Per i possessori di CreattivaCard la quota di iscrizione è di Euro 135,00 + IVA.
Per i neolaureati Per “neolaureati” intendiamo coloro che:
- hanno conseguito la Laurea Magistrale da non più di 12 mesi dalla data di prenotazione al corso;
- hanno conseguito la Laurea triennale da non più di 12 mesi dalla data di prenotazione al corso (a meno che non siano iscritti ad un CDL Magistrale. In questo caso sono considerati “studenti universitari”);
- hanno conseguito la Laurea a ciclo unico o una Laurea dei vecchi ordinamenti da non più di 12 mesi dalla data di prenotazione al corso.
e gli studenti universitari Per studenti universitari intendiamo:
- coloro che sono iscritti a Corsi di Laurea triennali;
- coloro che sono iscritti a Corsi di Laurea magistrali;
- coloro che sono iscritti a Corsi di Laurea a ciclo unico o di vecchi ordinamenti;
- coloro che hanno conseguito la Laurea triennale e sono in attesa di iscriversi al CDL Magistrale.
, la quota di iscrizione è di Euro 100,00 + IVA.
Per i neolaureati Per “neolaureati” intendiamo coloro che:
- hanno conseguito la Laurea Magistrale da non più di 12 mesi dalla data di prenotazione al corso;
- hanno conseguito la Laurea triennale da non più di 12 mesi dalla data di prenotazione al corso (a meno che non siano iscritti ad un CDL Magistrale. In questo caso sono considerati “studenti universitari”);
- hanno conseguito la Laurea a ciclo unico o una Laurea dei vecchi ordinamenti da non più di 12 mesi dalla data di prenotazione al corso.
e gli studenti universitari Per studenti universitari intendiamo:
- coloro che sono iscritti a Corsi di Laurea triennali;
- coloro che sono iscritti a Corsi di Laurea magistrali;
- coloro che sono iscritti a Corsi di Laurea a ciclo unico o di vecchi ordinamenti;
- coloro che hanno conseguito la Laurea triennale e sono in attesa di iscriversi al CDL Magistrale.
possessori di  CreattivaCard la quota è di Euro 80,00 + IVA.

Attestazione finale

A chi completa l'80% del percorso formativo, verrà rilasciato un Attestato di partecipazione valido per l'inserimento nel proprio curriculum vitae.

Iscrizione e prenotazione

Per partecipare al corso è necessario prenotarsi con le seguenti modalità:

  • presso la ns. sede;
  • scaricando il modulo qui e inviandolo via fax al numero 080 542 35 28;
  • compilando il form on line qui.

Ricordiamo che l'iscrizione sarà perfezionata solamente con il versamento di un acconto di € 50 con le modalità indicate qui. Il versamento della restante quota sarà concordato con la direzione del corso.

Dove e quando

Il Corso si svolge presso la sede di C.R.E.ATTIVA secondo il seguente calendario:

Venerdì 6 marzo 2009

dalle 15,00 alle 20,00

Sabato 7 marzo 2009

dalle 9,00 alle 20,00 (con un intervallo dalle 13,00 alle 14,00)

Domenica 8 marzo 2009

dalle 9,00 alle 14,00

   

Docenti

Dr. Michele Galgani
Psicologo e psicoterapeuta della Gestalt
A seguito di alcune esperienze personali ha deciso di intraprendere alcuni percorsi di approfondimento delle tematiche legate al tema del morire, servitigli poi, unitamente alla formazione in psicoterapia ed agli accadimenti di vita di questi ultimi anni a realizzare un percorso che vuol parlare a chi resta, a chi accompagna, ma che è intimamente dedicato a chi se ne va.
Il percorso in questione ha già visto svolgersi altre edizioni negli anni recenti a Lucca, Firenze e Roma.

Dott.ssa Luisa Marino
Psicologa e psicoterapeuta della Gestalt.
Trae ispirazione e argomenti dall’esperienza personale, ricca, a suo modo, di eventi che le hanno permesso di maturare una profonda sensibilità e accortezza d’animo verso il tema dell’accompagnamento. Sensibilità che ha preso ulteriormente corpo con la realizzazione di una tesi di laurea sulla tematica del lutto, l’esperienza di comunità. attraverso la quotidiana assistenza a pazienti psichiatrici affetti da diverse patologie croniche, e con la formazione quadriennale, ed ormai al termine, in psicoterapia della gestalt.

Direttore del Corso

Ferdinando De Muro

Comitato Scientifico

Prof.ssa Angela Danisi - Università di Bari

Prof. Giuseppe Mininni - Università di Bari

Prof.ssa Beatrice Ligorio - Università di Bari

 

Per chiarimenti e informazioni, potete
inviare una e-mail a
oppure
telefonare allo 080 5423528 il martedì, mercoledì e giovedì dalle 9,30 alle 13,00

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