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Prof. Giuseppe Mininni
Tratti di identità personale
Mi piace: giocare a calcio con mio figlio e andare in bicicletta con gli amici ; vedere in una discussione (soprattutto con mia moglie e mia figlia) qual è il punto più debole e provare a sostenerlo; ascoltare più che parlare, il crudo più che il cotto, leggere e scrivere più che far di conto; più chi esita che chi interrompe; Mozart, perché il nome mi richiama di più l'arte della musica; ridere un attimo prima di quel che si aspetta chi sta raccontando una barzelletta; il mandorlo quando è in fiore, perché vigila sulla primavera (cfr. Geremia, 1, 11-12); l'ulivo in tutte le stagioni : perché è sempre verde-grigio, è volutamente contorto, è secolare e religioso, è amato dalle colombe,mi ci arrampicavo da bambino e... per altri 108 motivi della mia storia personale.
Non mi piace: la salsa sulla pizza... e una scrivania in ordine; chi è sicuro che le cose stanno così; chi urla le sue ragioni usando le parole degli altri; chi dice solo quello che pensa e pensa solo quello che dice; chi sa mentire con tale perfezione che non se ne accorge nemmeno lui; chi sa preparare i suoi argomenti (e i lucidi!) così bene che diventa difficile non capirlo.
Tratti di identità socio-istituzionale
Sono professore ordinario di Psicologia della Comunicazione presso il Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche dell'Università di Bari e insegno Psicologia culturale nella Laurea specialistica in Psicologia dell’organizzazione e della comunicazione. Ho diretto tesi di dottorato nell'ambito della "Teoria dei segni e scienze del linguaggio" e della “Psicologia della comunicazione”. Attualmente sono nel collegio dei docenti del Dottorato in "Psicologia: aspetti cognitivi, emotivi e comunicativi". Sono socio dell'Associazione Italiana Psicologi Ricercatori (AIP). Nel 1982 sono stato tra i soci fondatori dell'International Association of Applied Psycholinguistics (ISAPL). Dal 1991 faccio parte del Groupe de Recherche sur la Parole, fondato da Rodolphe Ghiglione (Université Paris 8). Dal 2000 al 2005 sono stato Direttore del Dipartimento di Psicologia.
Con metodologie di impianto prevalentemente qualitativo ho studiato i rapporti tra segni e processi cognitivi, evidenziando i riferimenti ai contesti sociali che mettono in scena modalità condivise e/o conflittuali di co-costruzione del senso. All’interno di questo approccio teorico ho condotto indagini sullo stereotipo, sulle forme del dialogo, sulle procedure di argomentazione, sui poteri della metafora, sull'appello politico, sulla costruzione narrativa delle emozioni e sul talkshow.
Nel coniare il termine/concetto "diatesto" ho messo a punto una nuova modalità di Analisi Critica del Discorso, compatibile con una teoria contrattuale della significazione/comunicazione umana. Sono autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali e italiane.
Ho coordinato il progetto scientifico di allestimento di due pacchetti multimediali EPOSS (Elementi di Psicologia per Operatori nei Servizi Sociali).
Partecipando a congressi e pubblicando su riviste ho potuto frequentare le associazioni di filosofi e semioticisti, psicologi, linguisti e glottodidatti. Non appena riconoscevo il modo specifico in cui il discorso dominante all'interno del gruppo mascherava l'umana ossessione per il potere, me ne allontanavo. Come nelle relazioni interpersonali, così nelle opzioni scientifiche sono affascinato più dalla figura di Ettore che da quella di Achille. Ad esempio, ho seguito il trasformarsi della filosofia del linguaggio in semiotica all'epoca in cui questa prometteva sì di avere una chiave universale per le scienze umane, ma non era ancora riconosciuta come sapere accademico, interessato a rinnovare l'ordine gerarchico del mondo.
Comunque, a tutt'oggi non so se il mio desiderio di giocare a nascondino con il potere sia generalizzabile. Più semplicemente ritengo che la mia propensione per il "pensiero debole" possa essere meglio sintonizzata con il sapere molteplice della psicologia, per lo meno con quel suo indirizzo dove si argomenta che la nostra conoscenza, ordinaria e scientifica, è intessuta nella fragile ragnatela dei discorsi ed è valorizzabile nel ritmo sospeso dei racconti.
Condivido gran parte degli orientamenti promossi da "The Virtual Faculty"
Pubblicazioni principali.
- Diatesti. Per una psicosemiotica del discorso sociale (Napoli 1992, Liguori)
- Discorsiva mente. Profilo di psicosemiotica (Napoli 1995, Edizioni Scientifiche Italiane)
- Psicologia del parlare comune (Bologna 2000, Grasso Editore)
- Il discorso come forma di vita (Napoli: Guida)
- Psicologia e media (Roma-Bari: Laterza)
- Virtuale.com. La parola spiazzata (Idelson-Gnocchi 2002)
- La comunicazione finzionante (in coll. Con R. Ghiglione) (Milano 1995, Angeli)
- Fondamenti della significazione (Bari 1977, Dedalo)
- Scuola e plurilinguismo (con A. Ponzio) (Bari 1980, Dedalo)
- Psicosemiotica (Bari 1982, Adriatica)
- Dialogo e argomentazione (Bari 1983, Adriatica)
- Il linguaggio trasfigurato (Bari 1986, Adriatica)
- Discorsi in analisi (Bari 1988, Adriatica)
- Pensare la lingua (Bari 1991, Adriatica)






